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    Il Sogno di Stefano

    L’associazione che dona un sorriso ai piccoli malati di rene.

    di Marisa Coccato, Presidente Onorario 

    L’associazione "Il Sogno di Stefano" è nata il 28 maggio 2004 con lo scopo di aiutare i tanti bambini malati di rene ad avere una vita normale, favorendo e promuovendo la ricerca scientifica e impegnandosi a sostenere i bisogni logistici, educativi e psicologici dei bambini e delle loro famiglie.

    Dal 2009 ha allargato la sua attività a livello Nazionale ed attualmente sostiene i reparti di Padova, di Bologna, presso Ospedale Sant’Orsola, Verona e collabora con quello di Milano.

    A tutt’oggi l’Associazione sta sostenendo varie attività e iniziative:

     -     finanziamento a progetti e studi di ricerca per curare meglio e prevenire le malattie renali,

    -     acquisto di apparecchiature e strumenti sanitari,

    -     assistenza psicologica al bambino e alla famiglia,

    -     acquisto di materiale ricreativo per i piccoli pazienti,

    -     finanziamento alla partecipazione a convegni e aggiornamenti per medici e infermieri,

    -     supporto economico a famiglie con situazioni di particolare disagio,

    -     attività di volontariato con incontri settimanali,

    -     casa accoglienza per i familiari dei bambini ricoverati,

    -     progetto “Un segno per un sogno” per le scuole.

     

    Stefano, cui è intitolata l’associazione, dopo aver combattuto con forza e coraggio per molti anni una grave patologia renale, ha lasciato ai familiari e a tutti coloro che lo hanno curato e amato la speranza che i bambini affetti da gravi malattie possano essere più fortunati traendo beneficio da nuove forme di diagnosi e di terapia”.

    Questa speranza è stata raccolta e fatta propria dalla nostra associazione, insieme all’impegno a sostegno di centinaia di bambini malati di rene che vivono spesso lunghe malattie e tempi di ospedalizzazione, che lasciano un segno indelebile nella vita delle famiglie investite.

     

    Sara, una volontaria speciale 

    Sono Sara una ragazza trapiantata di rene quasi 18 anni fa presso la nefrologia pediatrica di Padova e da qualche mese volontaria dell’associazione il Sogno di Stefano proprio presso questo ospedale.

    La mia vita non è stata facile, ho dovuto combattere fin da piccola. I miei primi 5 anni, infatti, li ho passati spesso in ospedale tra interventi e complicanze, ma il sorriso non l’ho mai perso, nonostante a volte sia stato un susseguirsi di alti e bassi.

    L’ospedale di Padova è diventato così la mia seconda casa dove ho incontrato infermieri, medici, insegnanti, animatrici e volontari del Sogno di Stefano, super mamme e papà e tanti bambini e ragazzi come me. Alcune di queste persone fanno ancora parte della mia vita rendendola unica.

    All’interno di questa casa viene a crearsi una sorta di famiglia dove ogni persona assume un ruolo diverso, nascono amicizie forti e durature, vengono condivisi momenti significativi con mamme, bambini e ragazzi che vivono esperienze tra di loro simili.

    A mio parere la cosa più importante che ci sia è DONARE.

    Donate il vostro tempo per gli altri, le vostre parole di conforto, la vostra disponibilità, le vostre storie, non importa cosa, basta poco, un sorriso, una parola buona, un saluto, un grazie ai vostri genitori per avervi donato la vita, un grazie ai vostri amici per esserci.

    La cosa più importante è che non abbiate paura di osare, di andare contro corrente, fate del bene per gli altri e questo vi tornerà indietro molto più forte.

    Questo perché anch’io, quasi 18 anni, fa ho ricevuto un grande dono, il più importante che abbia mai ricevuto il TRAPIANTO.

    All’età di 5 anni, dopo un anno di dialisi, finalmente era giunto anche per me il momento tanto atteso, quello della RINASCITA, quel giorno, per volere di Dio, un angelo ha deciso di donarmi nuovamente la vita mediante il trapianto di rene.

    Da quel giorno la mia vita è cambiata radicalmente perché finalmente è comparsa una piccola luce in fondo al tunnel, la speranza alla fine ha vinto ed è giunta anche per me una NUOVA VITA.

    Certamente non sono mancati gli alti e bassi ma oggi dopo quasi 18 anni da quel fatidico momento posso affermare di essere una persona fortunata perché posso gioire della vita e inseguire la felicità tanto attesa aiutando coloro che stanno attraversando un momento buio della loro vita ad acquistare una nuova speranza che gli permetta di trovare l’arcobaleno.

    La malattia è un’esperienza particolare che ci cambierà per sempre facendoci apprezzare il vero valore delle cose.

    La vita è meravigliosa se si riesce a trovare un modo per affrontarla e sorridere; se potete guardate dentro il vostro cuore e cercate il bene, cercate l’AMORE.

    Oggi, infatti, se qualcuno mi chiede se mi sento sfortunata ad essere “diversa” io rispondo che la diversità sta in ognuno di noi.

    Tutti abbiamo delle cicatrici che non vanno nascoste, ma mostrate con fierezza perché sono un segno di tutte le battaglie che sono state affrontate e vinte grazie al sorriso e alla determinazione.

    Questa è la mia storia fatta di speranza, di gioia e tanta felicità e se non avessi avuto la fortuna di ricevere questo DONO SPECIALE forse non sarei qui a raccontarla.

     da Rivivere n.72  http://www.aidovicenza.it/riviste/file/40-rivivere-72-giugno-2023

    Il sorriso di Sara

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